Caro Diario,
hai mai sentito il bisogno di parlare con qualcuno, una persona con caratteristiche molto specifiche che ipotizzi potrebbe capire lo stato d’animo che hai in quel momento, ma poi ti accorgi che, anche pensando e ripensando, non ti viene in mente nessuno della tua rubrica che corrisponda a chi cerchi? Alla fine ti rendi conto che nella tua rubrica quella persona non c’è.
Credo sia a quel punto che ti senti davvero solo. Talmente tanto che la tua mente vorrebbe scappare via dal corpo e andare altrove.
Allora pensi a Dio, ma vorresti tanto che fosse di ciccia. Poi provi a immaginarti Gesù che non abbia la faccia del Cristo fatto con la AI e nemmeno quella dell’attore di The Chosen ed è lì che comprendi cosa significa essere figlia di due persone che ti hanno solo dato la vita terrena ma che tutto quello che riguarda te, la tua anima incarnata, chi sei e cosa ti accade, è una questione solo tua.
Senti il bisogno di essere davvero amato da qualcuno in grado di entrare dentro di te, di sentirti, guardarti negli occhi e farti sentire la sua presenza. Qualcuno che resta finché non smetti di avere bisogno e anche quando ti sembra di stare meglio rimane ancora. Invece non c’è nessuno.
Vorresti che esistesse qualcuno di umano in grado di capirti veramente, e ti viene in mente tua madre, quella umana che non ti ha mai capito, allora senti che non è lei di cui hai bisogno ma di quella che non è né di carne né di ossa. Quella è la madre che vorresti accanto, quella in grado di non farti sentire solo, la madre che non potrai toccare mai.
Ti va se un giorno parliamo del bisogno di giudicare che hanno le persone e di come l’intera società sia strutturata su un sistema che opera sulla base del giudizio? Non dovrebbe essere un compito divino? Perché gli uomini hanno costruito un sistema che mette in pratica qualcosa che non sono in grado di fare e di cui non dovrebbero nemmeno volersi occupare?
Non giudicare non dovrebbe essere uno dei pilastri fondamentali del bravo cristiano?
Invece tutto è basato su questo.
Oggi pomeriggio, mentre ero in coda per andare dall’avvocato, un furgone Bartolini si è fermato poco più avanti e il portellone si è aperto sbattendo contro un’auto parcheggiata.
Avrei dovuto prendere la targa e segnalare il danno che ha fatto alla macchina? A parte che non potevo fermarmi per scriverla, quello a cui ho pensato è al fatto che l’essere umano ha inventato oggetti delicati e fragili che lo mettono costantemente in pericolo di vita (i mezzi di trasporto), e per risolvere il loro problema strutturale ha inventato poi le assicurazioni, in modo da far pagare dei soldi a chi ha effettuato un danno a un oggetto che è stato inventato già sbagliato.
L’uomo non fa che trovare modi per cavarsela per comportamenti e scelte che perpetra e che sono sbagliati a monte. E poi giudica senza avere il diritto di farlo.
Chi è che ha deciso che un Giudice sia un Dio? Chi tra gli uomini si sente davvero in diritto di interferire sulla vita di qualcun altro? Che tema natale hanno le persone convinte di comprendere la Ragione e di decretare sulle azione degli altri? Chi è senza peccato scagli la prima pietra. Questo lo sapevo già prima di iniziare il cammino catecumenico. Come si sente ad avere la responsabilità di decidere della vita di un altro adulto? Come sono fatte le teste di quelli che sono convinti di essere obiettivi e privi di condizionamenti e convinti di avere una preparazione e una intelligenza superiore che batte tutti?
Quali caratteristiche dovrebbe avere una persona così?
In tribunale c’è scritto che la Legge è uguale per tutti. Questi tutti però non sono uguali e non sono uguali nemmeno quelli che la applicano. Quindi perché fare qualcosa che non può essere uguale per tutti poiché chi la applica è una fallibile e non un Dio?
A me pare un sistema tutto sbagliato. Ma io ovviamente non sono nella posizione di poter giudicare.
Ho voglia di torta.
Fatta di pan di Spagna imbevuta di succo di mela e arancia, farcita di crema e panna e cosparsa di fragole.
Vorrei davvero smettere di farlo, giudicare. Vorrei che ci ricordassimo quante volte abbiamo sbagliato noi. Il problema è che chiedere scusa è difficile perché è difficile ammettere di aver sbagliato. Ed è sempre più facile fare del male e fare dei danni che ammettere di esserci sbagliati.
La persona di cui ti parlo spesso, quella che negli ultimi anni ha fatto del male a me e alla persona al mondo che amo di più, quando gli ho fatto notare che io gli ho chiesto scusa ma che lui non lo ha mai fatto, ciò che mi ha risposto è stato: sì, hai chiesto scusa ma poi hai continuato a sbagliare.
Che ridere. Nell’inciso significa che ho continuato a fare diversamente da come voleva lui. La disobbedienza è un altro sbaglio inaccettabile per molte persone.
Nelle frasi comuni ci sono tante verità e noi andiamo parlando di frasi apparentemente semplici ma che sono la trasposizione moderna e colloquiale di insegnamenti Biblici moderni in lingua volgare.
Una di queste grandi verità è che siamo tutti unici e irripetibili. Lo conferma il tema natale. Due persone nate nello stesso luogo nello stesso momento sono comunque diverse perché ciascuna di loro incarna un’anima diversa, un carattere diverso, un DNA diverso. Il tema natale potrà essere lo stesso alla nascita ma il patrimonio genetico e animico ci rende assolutamente unici.
Gli egizi lasciavano il cuore nel corpo imbalsamato perché era considerato sede dell’intelligenza. Veniva pesato da Anubi nell’aldilà per il rito della psicostasia, la pesatura dell’anima.
Ciao Diario, domani riprendiamo il discorso. Sai che io che ho Giove dominante, se inizio a parlare di giustizia non mi riesco a fermare.