Il difficile compito di capire gli altri

17 settembre 2026

Immagina di essere dentro una stanza a base circolare, con i muri fatti di vetro trasparente. Sei dentro la testa di un altro. Attaccate a questi muri di vetro ci sono immagini che rappresentano scene della vita di quella persona. Sono come proiezioni di film di ciò che ha vissuto fino a quel momento e il mondo che vedi fuori lo vedi filtrato da quelle immagini. Filtrate da emozioni, pensieri, pulsioni e bisogni. Sono immagini che rappresentano le sue paure, le angosce, i momenti di gioia o di sconforto. Tu in questo momento sei dentro la sua memoria emotiva, dentro la memoria filtrata dal tempo, dalle bugie che ha costruito per uscire da un problema o perché non voleva affrontare la realtà. Memoria di momenti difficili e come li ha affrontati, o cose orribili che ha fatto ad altri per cui non ha provato vergogna o colpa. O anche gesti di amore, generosità e umiltà. Le combinazioni e le possibilità sono infinite perché stando lì dentro tu stai vedendo ogni causa, decisione presa o subìta, che lo ha portato dove si trova ora. Adesso prova a vedere il mondo attraverso i colori e il vissuto che ha visto lui. Pensa a quelle immagini come a filtri che si proiettano fuori, sul mondo, nel mondo, e sono come lenti con cui tu dovresti cercare di vivere la sua vita.
Non la tua vita coi suoi occhi e nemmeno la sua coi tuoi, ma proprio la sua.
Difficile, vero?
Mettersi nei panni di un altro è impossibile. Dovresti aver vissuto la sua vita davvero.
Ciascuno di noi è diverso. La tua vita è unica e nessuno pensa, sente e ragiona come te. Lo sai, perché ogni mattina ti guardi allo specchio e sai di essere l’unica, favolosa, copia irripetibile.
Lo sono anche gli altri. E non è detto che loro al mattino guardandosi allo specchio pensino le stesse cose che pensi tu. Potrebbero pensare innumerevoli, infinite diverse cose, oppure pensano qualcosa di simile a ciò che pensi tu. Non puoi saperlo finché non glielo chiedi. Finché dai per scontato di saperlo, commetti l’errore di credere di guardare il mondo attraverso un cilindro trasparente, dando per scontato di sapere come pensano e cosa sentono gli altri.
Hanno avuto mezzi diversi, un corpo diverso, un bagaglio di possibilità e di compiti differenti dai tuoi, ma sono unici anche loro.
Ciascuno vive la sua vita in base alle sue possibilità. A quelle che ha nell’istante in cui prende decisioni.
Non sempre le condividiamo e non tutti si comportano in modi che approviamo, ma ricordiamoci che il loro scopo di incarnazione è diverso rispetto il nostro e non è detto che tutti siamo in grado di onorare il compito che le nostre anime si sono prefissate.
Oppure chi lo sa, magari c’è chi davvero è qui col compito di farci toccare il fondo per farci risalire e per farlo è disposto a sacrificarsi e a macchiarsi la sua anima per noi.
Io onestamente non lo so. Non faccio che farmi domande e queste non fanno altro che aumentare.

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Dalla stessa stanza