Immagino la vita come un progetto ideato prima della nascita. Qualcosa di simile a un gioco di ruolo che viene minuziosamente definito in ogni dettaglio: dal regolamento al materiale.
Il tabellone è composto da un puzzle, che rappresenta la meta che dobbiamo raggiungere. Il soggetto che rappresenta è l’obiettivo del gioco, lo scopo di incarnazione. La maggior parte delle persone non conosce l’immagine finale, alcuni ne conoscono l’argomento ma poco altro.
Alla nascita ci vengono dati un mazzo di carte, i pezzi del puzzle ancora smontato e delle piccole statuine di forme particolari, a volte nemmeno identificabili. Poi ci sono i dadi.
Le carte somigliano a quelle dei giochi di ruolo e rappresentano i tuoi poteri, quei doni con cui nasci e che non vengono mai messi in discussione, ma anche le difficoltà che potresti affrontare, le debolezze e i difetti. Vi sono poi le carte conversione, che ti permettono di trasformare i tuoi difetti o le difficoltà in punteggio evolutivo. Le carte buco nero, quelle per cui ti senti affossato e resti in deficit finché non arriva un’altra carta a darti una via di uscita. Inoltre ci sono le carte peggiorative, quelle che ti fanno tradire il progetto esistenziale. Insomma, la vita è piena di carte e ti dà la possibilità di usarle per migliorare e trasformarti, ma lascia anche la facoltà di scegliere se invece vuoi passare al famoso lato oscuro della forza.
Sono tante e non sempre nella vita si usano tutte. Sono possibilità che ci vengono offerte e quale carta giocare è una nostra responsabilità.
La partita non la giochiamo da soli, ci sono altri giocatori che estraggono le carte e hanno il potere di usarle: contro di noi o a nostro favore. In quel momento, quando per svariate ragioni resta a lui il turno di tirare ai dadi e nel momento di scegliere quale carta giocare, decide di usare quella vincente per lui ma a discapito nostro, il problema resta, ed è verosimile che perderemo delle carte preziose o che noi giudicavamo tali. Quelle carte che ci hanno tolto (che rappresentano i momenti in cui inizialmente pensiamo di aver perso qualcosa), potrebbero non ritornare nel nostro mazzo e la loro eliminazione potrebbe anche farci pescare un’ulteriore carta difficoltà. Prima o poi la ruota gira e non è detto che dopo una carta nefasta non ne arrivi una positiva e inaspettata.
Ogni volta che accresciamo le carte che rappresentano le nostre conquiste, la nostra consapevolezza, e ci avviciniamo al nostro scopo, senza tradire noi stessi e lottando per realizzarlo, un pezzo del puzzle compare e va mettersi al suo posto.
Non tutte queste carte verranno utilizzate, molti poteri non li impiegheremo mai. Rappresentano le scelte non prese, le occasioni perse. Alcune sono le carte rimpianto e rimorso, a volte sono carte che hanno un simbolo apparentemente insignificante che, quando viene svelato, rivela come il loro ruolo non fosse arrivato solo per nuocere, né fosse sempre negativo. Bisogna ricordarsi di considerare dove ci conduce quel giro di gioco.
Il disegno non sempre è visibile da subito ma, una prova dopo l’altra l’immagine prende corpo e maggiori sono i tasselli luminosi nel puzzle, più alta è la possibilità di avvicinarsi alla conquista della nostra realizzazione di casa decima. La decima casa è quella che in astrologia si chiama Mediocielo, ovvero il punto più alto e luminoso; il luogo in cui possiamo esprimere il nostro potenziale e realizzare noi stessi. Non nella carriera ma come esseri umani.
Che sia tratti di salvare vite, creare zucche all’uncinetto, decorare torte di compleanno o rimuovere sassi franati dalla strada per impedire ai viaggiatori di inciampare, non importa, ciascuno di noi nasce con uno scopo. Il Mediocielo indica dove e in che modo possiamo dare il meglio.
Questi tasselli di mosaico hanno tutti forme e colori diversi e qualcuno è addirittura dorato. Sono preziosissimi perché rappresentano le persone che ci hanno aiutato a dare una svolta alla nostra vita. Quei tasselli sono anche quelle situazioni positive che si sono create per merito di qualcuno e che hanno reso possibile per noi raggiungere un alto obiettivo. Sono anche le nostre conquiste, ottenute senza tradire noi stessi e gli altri, quelle ottenute grazie all’impegno e alle intenzioni pure. Sono i tasselli che rappresentano attualmente come abbiamo scelto di giocare le nostre carte in relazione alle persone che abbiamo incontrato e se abbiamo deciso di usarle in nome dell’amore o per nuocere.
Poi ci sono le statuine, quelle con delle forme spesso sconosciute, ma che a volte mutano in base alle carte giocate, alle decisioni che prendiamo e a chi decidiamo di essere e di diventare.
Ecco il punto cruciale: quando nasciamo non sappiamo chi siamo e per molti anni cerchiamo noi stessi.
Ciò che a un certo punto diventa chiaro in questo gioco che è la vita, è quale personaggio vogliamo interpretare.
Chi decidiamo di essere condiziona l’intera partita, la nostra intera esistenza.