Questo è il luogo in cui posso gridare senza fare rumore.
Non so che fine faranno i miei segreti. Alcuni li scrivo sperando che si sgretolino nell’etere.
Scrivo quando non riesco a trattenere tutto ciò che vorrebbe strabordare e non voglio caricare nessun altro essere umano dei miei fardelli.
A inizio 2026 sono andata a letto dopo aver visto una puntata di Outlander, chiedendomi come facessero nel 1700 a lavarsi i denti. Nel cuore della notte sognai due parole scritte. La prima era Siwak, una pianta usata anticamente dai popoli arabi, per spazzolare i denti. La seconda parola era NEBES, la risposta a una domanda che mi stavo facendo da un po’: mi faccio battezzare? Ho fatto un po’ di ricerca e ho scoperto che Nebes, Nebesa, nella lingua slava, ha una radice molto antica e significa: “dei cieli”, cioè tutto ciò che riguarda la parte spirituale.
Non ho mai studiato religione a scuola e non so davvero come sia riuscita a sopravvivere senza sapere assolutamente niente del Cristianesimo e della storia delle religioni. Credetemi, è possibile crescere nel paese del Papa senza sapere cosa significhi Eucaristia. Mi sto approcciando solo adesso allo studio della religione cattolica, e le domande che mi pongo sono quelle di una persona che ha ricevuto il retaggio del Cristianesimo solo indirettamente e inconsapevolmente. Mi faccio domande che potranno sembrare sciocche a chi è cresciuto ascoltando certi racconti fin da bambino e non si è mai trovato nella condizione di ragionare su alcuni concetti senza condizionamenti, studiandoli filtrati dal pensiero del prete della parrocchia o dell’insegnante di religione.
A chi si trovasse nella condizione di pensare che io dica solo assurdità o sia al limite del blasfemo, vorrei dire che non sono una stratega della parola, per cui potrei a volte esprimermi in maniera inadeguata, scegliendo termini non consoni o ponderando troppo scarsamente ciò che scrivo. A queste persone chiedo scusa: consideratemi come una bambina che pone ingenuamente alcune domande alla maestra.
Quello che pubblicherò sono i ragionamenti che mi arrivano man mano dai contenuti dei Vangeli e della Bibbia, sia dalla meravigliosa serie The Chosen, sia dalle lezioni di catechismo e dalla messa a cui vado con entusiasmo ogni domenica. Credetemi, il mio unico scopo è quello di aprire la mia mente e imparare, con genuino trasporto e sperando di fare tutto con rispetto e riconoscenza.
Quello che scrivo è frutto di pensieri in continua mutazione. Ciò che oggi per me è una domanda, domani potrebbe diventare una domanda diversa, o un altro ragionamento che si trasforma in consapevolezza dopo tanti passaggi e tanta esperienza. E potrei pure essere ripetitiva, perché ho la memoria corta e spesso mi sorprendo di cose che mi avevano già sorpresa in precedenza. Non si offendano coloro che sono certi di aver già capito; io so di non sapere niente, e sono emozionata perché so con assoluta certezza che le cose da imparare siano infinite.
Userò questo sito per cercare di capire quale sia il mio scopo di incarnazione e per dare un senso alle durissime prove che sto affrontando in questi ultimi anni. Racconterò ciò che mi riguarda e come ho vissuto i miei primi 49 anni senza sapere niente di religione e come è cambiata la mia vita da quando ho lavato gli occhi sporchi di fango.
Sto cercando di vivere dentro il mio progetto di incarnazione al meglio delle mie capacità, fidandomi di Dio e di quello che ogni giorno cerca di insegnarmi, che sia pure significhi che non devo capire. Dopo aver passato tutti questi anni in cerca di risposte alle numerosissime domande, sono arrivata al punto di sentire la Fede, quella che mi dà la certezza che, sotto i miei piedi, ci sarà sempre una strada, anche se non sono in grado di vederla.
Quasi contemporaneamente è arrivata da me l’Astrologia, proprio nel periodo in cui stavo camminando sul ciglio di un burrone. Guardare il cosmo per cercare di capire chi sono, e come sono fatte le persone di cui mi circondo, mi ha portata davanti Dio. Ed è stato quando ho sentito Cristo tenermi per mano e Maria asciugarmi le lacrime, che ho aperto gli occhi e ho visto tutta la mia vita in un modo completamente diverso.
Penso che quello che ci capita sia il risultato delle nostre scelte, del progetto della nostra anima in concerto col Cosmo, e che l’umanità abbia ricevuto da lui tantissimi doni: uno di questi è la simbologia zodiacale. Quello che scriverò in queste pagine sono i miei pensieri e storie della mia vita, per tirare fuori qualcosa che preme, sperando che la mia condivisione possa essere d’aiuto a qualcuno, che sia anche una sola persona.
Il Cielo è uno, così come Dio, il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo; ma gli occhi che lo guardano sono tanti quanti la scia della Galassia.
Siamo come le stelle del firmamento, interconnessi, dipendenti dall’esistenza degli altri, e abbiamo ricevuto in dono la comprensione di essere il riflesso di ciò che c’è in cielo, l’immagine di esso. La gravità dipende dalla prospettiva: così come sotto l’equatore non si cammina a testa in giù, e tutto ciò che è nell’universo non ha un solo punto di osservazione ma è sempre in movimento e in connessione, anche noi dovremmo ricordarci di usare questa dinamica nel nostro quotidiano. Il movimento dei pianeti, le spirali, le ellittiche, il continuo spostamento della nostra galassia nell’universo, e tutto ciò di cui io sono ignara, possiamo considerarli come possibilità infinite date anche a noi umani. Abbiamo solo forme diverse, ma se la materia di cui siamo composti è la stessa degli astri, perché non dovremmo sentirci sbalorditivi e meravigliosi come loro?
Ho iniziato a studiare Astrologia perché avevo domande che durante le sedute di psicologia non trovavano risposta. La psicologia studia la psiche, ma l’astrologia studia la grandezza del cosmo. Io cercavo qualcosa che mi aiutasse a guardare oltre i limiti dello studio che l’essere umano tenta di fare di sé. Non c’è imparzialità reale se il punto di osservazione resta sempre uguale. Cercavo un’altra prospettiva, avevo bisogno di ascoltare la voce di un pensiero meno limitato. Prima che l’uomo dividesse in categorie la mente e lo spirito, esisteva la religione. Ora che ne sono consapevole, vorrei fare un viaggio nel tempo, per trovare il filo di ciò è sempre stato unito.
Credo che lo zodiaco sia un regalo fatto da Dio per aiutarci a vedere l’immensità del suo creato, e che i misteri da capire per noi umani saranno sempre infiniti. Vorrei usare l’astrologia come si fa con un dono prezioso: con rispetto e consapevolezza, con l’obiettivo di sostenere il destino, non di sfidarlo. Sono certa che sia stato Dio a suggerirmi di aprire gli occhi e guardare gli astri, e finché lui vorrà, e nel modo in cui mi indicherà, il mio sguardo sarà sempre rivolto al cielo.