Dopo la notizia di ieri, ho passato la notte a fare sogni angoscianti e mi sono svegliata che ancora era buio, con tanta tristezza. Adesso ho preso in mano la tazzina del caffè e il canto che ho sentito dentro di me è stato automatico: agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi…
Sono talmente triste che la sola cosa che vorrei adesso è che in qualche sua forma divina, Dio mi parlasse.
I tempi della burocrazia si allungheranno ancora.
Tutto questo dramma straziante sta accadendo perché Dio ha deciso di mettere alla prova la mia Fede? Se invece lo ha fatto perché vuole che io diventi di roccia, allora diventerò di roccia. Se sta cercando di vedere se mi farò prendere dalla rabbia e dall’odio, non so che dirgli, per adesso non faccio che piangere, quel rischio è ancora lontano. Se vuole mettere alla prova il mio cuore leonino, evidentemente mi giudica abbastanza forte da poter superare tutti gli ostacoli che mi mette davanti, come ho già fatto con quelli passati.
Guardo il mio tema, perché anch’io, come tutti quelli che soffrono, cerco risposte e direzione. So che potrebbe sembrare che io non accetti passivamente il volere di Dio, ma sono umana, ed è lui che mi ha fatto arrivare a questo punto e mi ha dato l’astrologia come mezzo di comprensione, per cui cerco le risposte nei luoghi che conosco. Plutone di transito in Casa 5 che ha appena quadrato la Luna e Urano in Scorpione. Due pianeti che sono in esatta opposizione a Lilith congiunta a Chirone in Toro. Plutone nel mio tema in Casa 2. Urano di transito che passando su Giove ha attivato la quadratura esatta con Mercurio.
Ogni cosa conferma la teoria che ho da 25 anni: in questa incarnazione io devo perdere ogni cosa che mi faccia sentire al sicuro, e ogni persona che amo, per poter arrivare dove sono diretta. Devo tagliare con le mie radici, con mia madre, con mio padre che è morto molti anni fa e di cui non ho l’albero genealogico e non conosco i parenti. In questa vita devo troncare ogni legame, anche ereditario. Matteo 10,37: “Chi ama padre o madre più di me non è degno di me; chi ama il figlio o la figlia più di me non è degno di me.” Forse Dio lo sa che io amo mio figlio sopra ogni cosa ma spero non significhi che vuole che io scelga tra loro due. Lo so che quello espresso non è un concetto letterale. So che si intende che devo amare tutte le creature allo stesso modo, così come fa lui. Ma se vuole che io arrivi a provare l’amore universale e crede che possa diventare capace di amare chi ha fatto così tanto male a me e a quella creatura…
Non era rimasto uno di quelli facili di compiti? Proprio il più difficile di tutti? Come faccio?