Il mio preferito è Superman. Poi ci sono Batman, Wonder Woman, il Dottor Strange e la Vedova nera.
Ascoltavo oggi in auto la colonna sonora di Superman di Hans Zimmer e ho realizzato che il mio tema natale racchiude questi archetipi dentro ad alcune case astrologiche.
Wonder Woman, alias Diana Prince, è stata la mia prima passione. Quando ero bambina era la mia eroina, volevo sconfiggere i cattivi e difendere gli innocenti come faceva lei. Era retta, impavida, bellissima e faceva sempre la cosa giusta. Non sono però arrivata a lei senza esperienza pregressa, assolutamente. Alla scuola materna sognavo Re Artù, quello del cartone animato cantato da I Cavalieri del Re. Quello che nella sigla canta: nobile di cuore, puro di pensieri, il sole non tramonta più, alla corte del grande Re Artù… Lo amavo. Se Freud potesse aggiornare le sue teorie saprebbe che le bambine che guardano la tv, non hanno sempre il padre come complesso psicologico. C’è chi come me che, non avendo avuto un padre modello come riferimento, ha scelto di sostituirlo con una leggenda.
Magari in un altro articolo scriverò altro e lo chiamerò: “degli uomini che ho scelto nella vita non ne salverei uno”.
Poi è arrivato nel mio cuore Batman, quello di Christopher Nolan, e lì ci è rimasto, finché Znyder non ha girato Superman. Sarà pure per la caratterizzazione moderna del personaggio ma è stato lì che ho capito l’archetipo. Lui è quello che viene inviato sulla terra per preservare la genetica della sua specie e si trova subito a dover reprimere se stesso, a dover fingere di essere un altro, a nascondere le sue radici, a vedere morire suo padre davanti i suoi occhi senza poterlo salvare, seppur potendo. È da solo, unico della sua specie, senza amici e con un’identità segreta che sminuisce, non solo il suo potenziale ma pure il suo ego. Probabilmente Superman non ce l’ha nemmeno l’ego.
È solo, e nonostante non faccia che incontrare persone di bassa taratura morale, si batte per la giustizia, per difendere un pianeta che non lo vuole, che lo osanna solo in circostanze propizie; ma lui si dedica ugualmente a salvare le persone, indefessamente, senza risparmiarsi, lottando con la cattiveria di Lex Luthor, che usa la criptonite per annientarlo.
Poi arriva Zod dalla dimensione fantasma e, improvvisamente, lo stesso Daily Planet, il suo luogo di lavoro, lo discrimina proprio per la sua razza, e lo trasforma da eroe in causa di tutti i mali.
Nonostante tutto, non manda affanculo nessuno, non ci lascia in balia dei kriptoniani malvagi e muore per noi.
E poi torna Batman stavolta con Ben Afflek che, in Batman Vs Superman, perde il focus della giustizia vera. Lui è un Bruce Wayne che mi sta pure sulle palle perché è talmente ossessionato dal progetto di eliminare Superman, che non si rende conto di essere diventato arrogante e antipatico.
Quindi, guidando, ho associato Superman ai pianeti che abitano la mia undicesima casa. La cuspide cade in cancro ma Saturno a 7 gradi e il Sole a 10, cadono in Leone, con la cuspide della dodicesima casa a meno di 2,5 gradi. Non hai capito niente? Ci sta.
La undicesima casa è quella della condivisione col collettivo, della saggezza che si è conquistata con l’esperienza fatta. Saturno è severo, elimina i fronzoli, ciò che non serve, ti fa faticare e ti costringe e rimanere sul pezzo, ma quando raggiungi l’obiettivo, in età adulta, questo resta solidamente e definitivamente, perché Saturno sarà pure un rompipalle ma ciò che ti dà, è per sempre. È lui che mi beveva il bicchiere del divertimento, dicendo che dovevo restare concentrata, ma è anche quello che sotto un certo punto di vista fatica a rendere stabili le cose che il Sole fa, proprio perché è il Sole il più grande e importante di tutti. Superman infatti si rigenera al sole, da vero Leone.
Il problema è che io fino a pochi mesi fa non sapevo nemmeno quale fosse il mio obiettivo. Lui voleva che io mi fidassi e basta. Non solo, fa trigono con Nettuno in sagittario, che è congiunto alla cuspide dell’IC, quella che rappresenta le nostre origini e racconta da dove veniamo, anche in senso ancestrale. Il Sagittario, è il centauro che viaggia tra la materia e lo spirito ed è associato ai viaggi e al contatto con tutto ciò che è diverso da noi. È anche legato a Chirone e alla ferita che non saneremo mai dentro di noi ma che se integreremo in noi, diventerà ciò che porteremo come cura per gli altri. Nettuno rappresenta la spiritualità, oltre che le arti, la confusione mentale, le illusioni e molto altro. Nettuno, che si è svegliato e ha spinto Marte a posare il pennello e a scoccare la freccia, è in Sagittario.
Le ferite della mia famiglia, la trovata spiritualità, Giove dominante che mi accompagna in undicesima casa, quella del collettivo, con il Sole congiunto alla cuspide della dodicesima, dove ci si connette al divino e si dovrebbe cedere alla dissoluzione dell’Io. Venere e Mercurio congiunti in dodicesima. In Leone.
Ho 4 pianeti in Leone nelle due case che dovrebbero prescindere dalla personalità.
Batman: la mia Luna congiunta a Urano in scorpione. Luna sulla cuspide della terza casa congiunta a Urano per meno di tre gradi. Un Bruce Wayne contorto, che agisce d’impulso, che governa le emozioni, spinto dalla Luna, ma scorpioniche, che fa gesti apparentemente sconsiderati, che ribolle nella macerazione, che ha molti segreti ma anche l’obiettivo di portare alla luce i segreti.
Una doppia coppia Luna/Urano in quadratura con Sole/Saturno.
Sono coinvolti tutti e quattro gli elementi: Luna- acqua, Urano – aria, sole – fuoco, Saturno – terra. E poi il sole, che va in esilio in scorpione, in autunno, nel periodo in cui la natura si muove per andare verso l’introspezione. Un sole che muore nello scorpione per rinascere nuovamente con il ritorno della primavera. Saturno in Leone è in esilio. Il Sole resta comunque il pineta più grande, quello dell’identità, del vigore e Saturno dietro di lui è un maestro che mitiga, nonostante sia severo, e non può compiere il suo lavoro di struttura senza considerare l’energia solare. Entrambi sono direttamente connessi tra loro.
E qui viene il difficile. Batman che invece che collaborare con Superman, lo attacca, lo vuole uccidere, punire, martirizzare in nome di una giustizia decisa dagli uomini, senza considerare la parte spirituale, senza considerare l’uomo e nemmeno il cuore.
Khal El viene colpito ripetutamente da Batman proprio con la Kriptonite, la roccia che proviene e lo lega al suo pianeta. Vivendo per tanti anni sulla terra, ha cambiato sistema solare, e adesso la kriptonite lo indebolisce. A differenza del Sole, che lo rigenera e lo nutre. Il fondo cielo rappresenta ciò che ci lega al passato ma il MC il nostro potenziale che va raggiunto come meta per realizzare chi siamo. Infatti è in opposizione al Fondo cielo, l’IC. Proprio perché per crescere e realizzarci le radici devono restare nel terreno e non interferire ma integrarsi e aiutarci a strutturare un tronco solido ed eretto. L’IC, Imum Coeli, rappresenta non solo la famiglia d’origine ma anche il legame con l’origine di tutte le cose e per qualcuno anche il luogo in cui torneremo prima che la nostra anima lasci il corpo fisico e in che modo moriremo.
Quando arrivano dalla dimensione fantasma, i prigionieri evasi e decidono di raggiungere Khal El e di recuperare il genoma di Kripton, diventano per Kahl El il solo legame che ha con la sua razza. Cattivi, molto cattivi. Il conflitto di Clark Kent deve essere lacerante. Da una parte chi potrebbe dargli le risposte a tutto ciò che ha sempre tormentato il suo cuore, dall’altra tutto il genere umano, che per quanto sia debole, imperfetto, ingrato e incoerente, manipolabile, gretto e meschino, è anche pieno di amore, di calore e di tante bellissime qualità che a lui bastano per decidere di sacrificarsi. E poi sulla terra c’è Marta.
Sento Superman nel mio tema. Senza falsa modestia. Senza tirarmi il viaggio. Tanto quello che scrivo non lo leggerà nessuno. Adoro Superman. Come amavo Re Artù.
Lui è diventato il mio Sole trigono con Nettuno.
Mentre Batman infieriva su di lui, reso completamente inerme, Superman ha chiesto a Bruce una sola cosa, di salvare sua mamma. Salva Marta.
“Perché hai detto quel nome?!” Chiede gridando Batman.
“Salva Marta”. Insiste Superman.
Batman, continua a gridare la stessa domanda, con la Kriptonite puntata sul petto di Superman inerme.
Arriva Lois di corsa, per fermare Batman e risponde: “Marta è il nome di sua madre”.
E lì, Batman, Bruce Wayne, ricorda sua madre assassinata. Si ferma. Due madri, un solo nome.
Superman ha una madre, umana.
Comprende che la sete di vendetta lo aveva distolto dalla verità e promette a Superman di salvare la madre. La quadratura diventa una risorsa. Gli eroi collaborano, i pianeti collaborano.