Non capisco i segnali d’amore neanche se li vedo

11 ottobre 2026

Nel 2001 ebbi una storia di poco più di sei mesi con un uomo che aveva sei anni più di me. Quella con lui fu la mia prima relazione e io ero innamorata persa.
Non mi voleva. Aveva deciso che eravamo amici e che non ero la donna giusta. Mi disse che ero inesperta, che non mi amava e che dovevo farmi dell’esperienza; lui, che era appena uscito da una lunga relazione, voleva fare lo stesso.
Mi spezzò il cuore. Piansi per lui per un anno, ogni giorno. Quando lo rividi, lui non mi voleva, di nuovo: voleva sostituire la donna che aveva appena lasciato, ma non con me. Litigammo. Si sposò e non lo rividi più, né ebbi sue notizie.
Lui era il mio grande rimpianto. Era tutto ciò che desideravo e che non avevo avuto, ed ero convinta che tutte le mie decisioni sentimentali, dopo quell’addio, fossero state influenzate da lui. Lo sognavo ogni volta che stavo male; l’ho sognato anche dopo aver partorito mio figlio.
Nella primavera del 2025, mentre stavo per troncare una relazione appena iniziata, ricevetti su Facebook il messaggio più inaspettato di tutti: era lui, che mi contattava per chiedermi scusa.
Non avevo nessuna intenzione di avere a che fare con lui. Gli dissi che, dopo di lui, gli uomini che avevo incontrato mi avevano fatto così tanto male da farmi dimenticare la sua esistenza. Poi lo rividi e, nonostante gli anni, mi piaceva come quando aveva trent’anni.
Per quasi un anno ci frequentammo, ma per quanto fosse cambiato e maturato dopo il divorzio, in alcuni momenti continuava a comportarsi con me in modo molto simile al passato. Se discutevamo, mi allontanava, e io mi sentivo una bambina in punizione, messa nell’angolo ad aspettare di aver capito cosa sbagliavo, finché il mio pentimento non gli avesse fatto cambiare idea. Come una punizione fatta per farmi cambiare atteggiamento in funzione di ciò che erano le sue esigenze, andando contro al mio istinto e a ciò che ero, in funzione di lui. Pensavo che fosse una pretesa ingiusta.
Sapete cosa fa una Lilith ferita? Nella nostra sinastria la mia Lilith è congiunta al suo Saturno e il suo Saturno alla mia Lilith. Ci stuzzichiamo per superare la paura di essere rifiutati, le nostre mancanze, la nostra tendenza a voler riscattare ciò che non abbiamo avuto e che crediamo ci sia stato tolto. Il problema è che non è così: è solo una spinta istintiva, fondata sul niente, che però ci mette nei guai nell’ambito della vita in cui ci troviamo.
Quando ha deciso che voleva stare con me, io non mi fidavo di lui. Non mi fidavo perché erano state così tante le volte in cui mi aveva detto che non mi amava, che avevo bisogno che dicesse il contrario per spezzare la maledizione. Ero in conflitto con la sua ex, anzi con tutte le sue ex, tutte quelle a cui aveva regalato un anello di fidanzamento o a cui pensavo avesse promesso amore eterno.
Pensavo che mi stesse usando, come venticinque anni fa. Perché se aveva avuto il coraggio di dirmi che per lui non ero abbastanza, avrebbe dovuto avere anche il coraggio di dirmi che mi amava.
Le parole sono importanti. Quando feriamo qualcuno con le parole, dovremmo avere il coraggio di usarle anche per eliminare il dolore che abbiamo causato.
Per questo ero convinta che fosse tornato per chiudere un cerchio e che sarebbe sparito di nuovo. In tutto questo tempo, mentre io lottavo per riavere mio figlio, lui era al mio fianco, ma io credevo che lo facesse per sentirsi buono e per fare la cosa giusta. Aspettavo che mi dicesse quelle cinque letterine, ma ho atteso invano.
Poi i miei problemi mi hanno fatto cedere: mio figlio, che non ho visto per quattordici mesi, l’ansia di dover trovare un alloggio in un momento in cui a Bologna non si trova niente, i debiti, l’udienza… Ho ceduto. Mi aspettavo che lui mi sostenesse nel modo che avevo in mente, e lui ha deciso che non sa se vuole ancora stare al mio fianco, perché i miei problemi lo hanno travolto.
Hanno travolto anche me. La mia croce era troppo pesante e gli ho chiesto di portarne un pezzo, nonostante fosse la mia croce. Ho preteso che mi dimostrasse di amarmi nel modo in cui volevo io. E fondamentalmente ho rovinato tutto, perché non credevo che la sua vicinanza fosse sincera. Mi sono attaccata così tanto al passato da non riuscire ad apprezzare il presente e a vedere che il suo progetto di vivere insieme era vero. Lui non ha capito che per me le parole sono così importanti da condizionare ogni cosa. Ho perso a braccio di ferro con un uomo che forse mi amava, perché volevo che spezzasse la maledizione con il controincantesimo, dicendomi il contrario di quelle parole che nessuna persona innamorata vorrebbe sentire. Credevo fosse tornato per chiudere il cerchio e sparire, ma lui voleva restare.
Ho la Luna in Scorpione congiunta a Urano, in opposizione a Lilith congiunta a Chirone, su un asse tra la terza casa e l’ottava/nona, con questi pianeti e asteroidi proprio sulle due cuspidi. Un casino, credetemi.
Adesso mi ha chiesto di lasciarlo da solo.
Ho dovuto vederlo stare male per me per capire che mi ero lasciata ossessionare dal passato e non stavo capendo niente.
Se non tornerà, l’avrò perso di nuovo e stavolta sarà per colpa mia.

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